• 30 Agosto 2026 4:38

“Nun moro io”. Enrico Toti, un esempio di coraggio che parla ancora oggi

DiStefano Teneggi

Ago 9, 2026

Il 6 agosto 1916, a quota 85 est di Monfalcone, moriva Enrico Toti: una figura straordinaria, animata da un profondo amore per la Patria e dal desiderio di vederla finalmente unita.

Nonostante la grave menomazione fisica — l’amputazione della gamba sinistra all’altezza del bacino, subita in un incidente sul lavoro nel 1908 — Toti chiese con insistenza di essere arruolato, fino a ottenere l’uniforme tanto desiderata.

Troppo spesso la sua memoria è stata ridotta al celebre gesto finale: il lancio della stampella contro il nemico e il grido, in dialetto romanesco, “Nun moro io”. Un gesto eroico, certo, ma che racconta solo una parte della sua vita.

La storia di Enrico Toti è infatti molto più ampia: in un’epoca in cui la disabilità riceveva scarsa attenzione e gli ausili alla mobilità erano rudimentali, egli non si arrese. Modificò una bicicletta adattandola alle proprie esigenze e la utilizzò per attraversare gran parte dell’Europa e del Nord Africa.

Per questo Enrico Toti può essere ricordato non solo come eroe militare, ma anche come esempio civile di forza, determinazione e rinascita: un antesignano dello sport paralimpico e un modello ancora attuale per chi affronta difficoltà e ostacoli nella propria vita.

Alla sua memoria sono dedicate vie, piazze e monumenti in moltissimi Comuni italiani.

Di seguito riportiamo la motivazione della Medaglia d’Oro al Valor Militare, conferita alla memoria motu proprio dal Re Vittorio Emanuele III il 4 dicembre 1916.

Motivazione:

Volontario, quantunque privo della gamba sinistra, dopo aver reso importanti servizi nei fatti d’arme dell’aprile a quota 70 (est di Selz), il 6 agosto, nel combattimento che condusse all’occupazione di quota 85 (est di Monfalcone). Lanciavasi arditamente sulla trincea nemica, continuando a combattere con ardore, quantunque già due volte ferito. Colpito a morte da un terzo proiettile, con esaltazione eroica lanciava al nemico la gruccia e spirava baciando il piumetto, con stoicismo degno di quell’anima altamente italiana. Monfalcone, 6 agosto 1916.

Alla sua figura la Fanfara dell’11° Reggimento Bersaglieri ha recentemente dedicato un brano musicale intitolato “Nun moro io” (https://www.facebook.com/share/v/1JwhcvHQQC/)

Nella foto in evidenza: Enrico Toti in trincea