• 25 Settembre 2026 21:43

Open Day alla Manara: una giornata di partecipazione, memoria e storia bersaglieresca

DiGiuseppe Torregrossa

Set 17, 2026

Nonostante la giornata feriale, già dalla mattinata numerosi visitatori hanno varcato l’ingresso della caserma, incuriositi dalla possibilità di conoscere da vicino la vita associativa dei bersaglieri in congedo e di visitare gli ambienti della Sezione. Per l’intera giornata i soci volontari della Manara hanno presidiato la sede, accogliendo gli ospiti, illustrando le attività svolte e accompagnandoli alla scoperta dei documenti, delle testimonianze e dei cimeli che ne custodiscono la lunga storia.

Anche la Fanfara, nonostante gli impegni di una normale giornata lavorativa, ha voluto essere presente, contribuendo in maniera determinante a creare quell’atmosfera che soltanto le note bersaglieresche sanno suscitare.

Numerose anche le personalità intervenute. Tra queste, l’ex Presidente nazionale dell’ANB, Gen. C.A. Benito Pochesci; il giornalista Luciano Buonocore; il Vice Presidente nazionale, Gen. D. Antonio Pennino; e il Presidente nazionale dell’Associazione Nazionale Bersaglieri, Gen. C.A. Giuseppenicola Tota, accolto al suo arrivo in caserma da un picchetto d’onore.

L’intervento dell’ex Presidente Nazionale ANB Gen. Pochesci

Se fin dal mattino la Caserma XXIV Maggio aveva registrato un continuo afflusso di visitatori, è stato durante la cerimonia pomeridiana che la partecipazione ha assunto dimensioni difficilmente prevedibili. La sala destinata all’incontro ha faticato a contenere tutti i presenti, mentre la Fanfara ha dovuto prendere posto nel cortile, da dove le sue musiche hanno riecheggiato all’interno della caserma.

Uno dei momenti più significativi della cerimonia è stato dedicato alla consegna alla Manara di testimonianze storiche di particolare valore, legate alla storia dei Bersaglieri e alla memoria di uomini che ne hanno indossato le fiamme cremisi.

Il diploma originale del socio fondatore della Manara

La Sezione ha anzitutto acquisito un diploma originale appartenuto a uno dei suoi soci fondatori, documento di particolare importanza perché costituisce una testimonianza storica dell’anzianità della “Luciano Manara” e certifica il suo primato quale più antica Sezione dell’Associazione Nazionale Bersaglieri in Italia.

A consegnare il prezioso documento è stato il pronipote dell’intestatario del diploma, presente alla cerimonia. A lui la Sezione ha voluto esprimere la propria riconoscenza consegnandogli una pergamena di ringraziamento, quale segno di gratitudine per la generosità della donazione e per avere consentito che una testimonianza così significativa entrasse a far parte del patrimonio storico della Manara.

La lettera manoscritta originale di Luciano Manara alla moglie Carmelita

Un secondo cimelio ha riportato l’attenzione su una pagina drammatica della storia italiana. Si tratta di un quadro dipinto da un ufficiale dei Bersaglieri che, dopo avere combattuto per due anni, trascorse altri due anni da internato nei campi di concentramento nazisti, in seguito al rifiuto di aderire alla Repubblica Sociale Italiana. Un’opera che, al di là del suo valore materiale, conserva la testimonianza personale di una scelta compiuta in uno dei momenti più difficili della storia del Paese.

Di eccezionale interesse storico anche il terzo documento presentato durante la cerimonia. Il Presidente della Sezione Manara ha infatti deciso di mettere a disposizione dell’Associazione un prezioso documento ricevuto personalmente in dono: una lettera manoscritta da Luciano Manara e indirizzata alla moglie Carmelita.

Il quadro ricevuto in dopo dipinto dall’Ufficiale del bersaglieri deportato nei campi di concentramento

La testimonianza assume un rilievo particolare anche per la sua rarità. Le carte personali e i manoscritti dell’eroe risorgimentale sono infatti conservati nel Fondo 035 presso la Biblioteca delle Civiche Raccolte Storiche di Milano; la lettera affidata alla Manara costituisce, per quanto risulta, l’unica testimonianza epistolare autografa di Luciano Manara rimasta in mani private. La decisione di non trattenerla come bene personale, ma di metterla a disposizione dell’Associazione, ha conferito alla consegna un significato che va ben oltre il valore documentale del manoscritto.

Particolarmente intenso è stato l’intervento del Presidente nazionale, Gen. C.A. Giuseppenicola Tota. Nel ricordare i giovani militari italiani che, dopo l’8 settembre 1943, rifiutarono di collaborare con le forze nazifasciste scegliendo la prigionia e l’internamento, la sua voce si è interrotta per alcuni istanti per la commozione.

La consegna della tessera al nuovo socio, il giornalista Luciano Buonocore

Il Presidente nazionale ha richiamato il coraggio di quei ragazzi, molti dei quali poco più che ventenni, sottolineando come la loro scelta e il sacrificio che ne seguì non abbiano ancora ricevuto uno spazio adeguato nella memoria collettiva. Circa 57.000 di loro morirono senza fare ritorno a casa. Dietro quel numero vi furono giovani chiamati, in condizioni estreme, a compiere una scelta personale dalla quale potevano dipendere la libertà e la stessa sopravvivenza.

È stato uno dei passaggi più sentiti dell’intera giornata, capace di legare la memoria custodita nei cimeli presentati alla Manara con il significato umano e civile delle vicende che essi rappresentano.

Un momento della cerimonia

La cerimonia ha avuto anche un momento rivolto al presente e al futuro della vita associativa, con la consegna delle tessere a due nuovi soci. Tra loro il giornalista Luciano Buonocore, che entra così ufficialmente a far parte della famiglia bersaglieresca della Manara.

A concludere la giornata sono state ancora una volta le note della Fanfara, culminate nell’esecuzione dell’Inno nazionale, seguite da un piccolo rinfresco offerto nelle sale della Sezione.

La foto ricordo della Fanfara e dei soci volontari che hanno reso possibile l’evento

Si è chiuso così il primo Open Day della “Luciano Manara”: una giornata nata per aprire le porte della sede e far conoscere più da vicino l’Associazione e trasformata, grazie a una partecipazione tanto numerosa quanto inattesa, in un incontro fra generazioni, storia e vita associativa.

Un successo andato ben oltre le aspettative e che, proprio per la risposta ricevuta, lascia già intravedere un seguito. Perché le porte aperte della Manara, per un giorno, non hanno mostrato soltanto una sede e i suoi cimeli: hanno mostrato una comunità che continua a custodire la propria storia, rendendola viva e condividendola con chi desidera conoscerla.

*Nella foto in copertina, il Presidente della Manara (al centro) consegna la 90^ piuma al Presidente Nazionale (a sinistra) e al vice Presidente Nazionale (a destra). Secondo la leggenda, nella Prima Guerra mondiale veniva asportata la 90^ piuma dai piumetti dei militi destinati al fronte (nella cabala il numero 90 è la paura) per far sì che i bersaglieri non fossero presi dalla paura in combattimento.